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PARMIGIANA IN CROSTA

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Ci sono piatti che nascono senza un perchè, che semplicemente prendono vita mentre si pasticcia ai  fornelli. Non so a voi ma a me capita con una certa frequenza. Il più delle volte quando unisco ingredienti rimasti in frigo che devono essere consumati in breve tempo. Credo sia proprio questo il senso della cucina di recupero: ottimizzare quello che si ha senza buttare via nulla o almeno riducendo gli scarti. Viviamo in un'epoca di grande consumismo in cui si compra in modo compulsivo e poi irrimediabilmente ci si ritrova con una marea di cose che non si sa come sfruttare. Capiamoci, questo vale per tutto: abiti, scarpe, oggetti di varia natura, e purtroppo anche cibo. Per carità non voglio sicuramente fare la morale sullo spreco di alimentari, però mi rendo conto che spesso e volentieri si acquistano quantità di prodotti in offerta che poi scadono dimenticati in un angolo del frigorifero o peggio ancora della dispensa. A parte lo spreco economico, credo sia proprio uno schiaffo in...

Pecora in umido

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  Qualche settimana fa un'amica mi ha regalato una pecora. Morta. Di circa venti chili. Vi dico subito che non l'ha investita per errore sulla statale mentre rincasava. L'ha regolarmente comprata da un pastore locale e poi me l'ha donata. Ripeto... venti chili di carne. Doveva essere mezza pecora, ma siccome la mia amica è un pelino matta ha ritenuto opportuno scaricarmi letteralmente nel bagagliaio l'intero animale. Vi lascio immaginare la faccia di mio padre al mio rientro a casa...Poverino, non ha potuto far altro che dividere in pezzi e metterlo nel congelatore a pozzetto mentre mentalmente si chiedeva in quanto tempo saremo riusciti a mangiare tutta quella carne. In realtà credo ci vorrà molto meno tempo di quanto pensa lui: un pezzo è stato arrostito, un altro è finito in brodo e una delle cosce è stata cucinata da me. Insomma, piano piano la faremo fuori. La pecora in umido è un piatto della tradizione sarda che adoro: piccante e saporito. Non è nean...

Zuppa inglese con gocce di cioccolato

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Un’altra domenica passata con nonna Licia;  un’altra domenica a pasticciare in cucina cercando di carpire i segreti di una donna che muove tanto le mani, non pesa nulla perché fa tutto a occhio e cambia le ricette in corso d’opera come se niente fosse. Seguirla non è facile. Io le sto letteralmente addosso con carta e penna davanti per poter scrivere ogni cosa ed eventualmente apportare delle modifiche, ma credetemi non è stato per niente facile.  Alla fine il dolce era davvero buono, per quanto la zuppa inglese non rientri tra i miei dessert preferiti. INGREDIENTI 2 uova 1 litro di latte parzialmente scremato  7 cucchiai di zucchero  Scorza di un limone 2 cucchiai di amido di mais 1 confezione di biscotti di Fonni o di savoiardi secondo proprio gusto Cacao amaro Gocce di cioccolato fondente  Un bicchiere di alchermes  Iniziamo preparando la crema montando con le fruste elettriche le uova con 6 cucchiai di zucchero e l’amido di mais: d...

Baccalà di nonna Licia

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Ci sono ricette che non vengono prese da nessun libro o ricettario, ma che semplicemente si tramandano di generazione in generazione andando a costituire un vero e proprio retaggio familiare che unisce le persone di uno stesso nucleo. Il baccalà di nonna Licia è una di queste. Ma partiamo dal principio. Nonna Licia è la nonna del mio attuale fidanzato: un'anziana signora tutto pepe osannata dalla propria famiglia per la sua destrezza tra i fornelli. Non esagero! Figli e nipoti preparano lo stomaco ogni volta che lei annuncia la preparazione di uno dei suoi piatti forti come se dovessero affrontare un banchetto regale. Due settimane fa si era deciso di cucinare il baccalà tutti insieme affinche sia io che mia suocera potessimo imparare a farlo come lei rubandole qualche trucchetto, e così abbiamo buttato giù la lista della spesa, e domenica ci siamo ritrovati in un circo culinario divertentissimo, perchè se nonna fa tutto a occhio noi volevamo dosi un pelino più precise e via ...

Tartufi cheto di ricotta e cocco

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Stare a dieta non è semplice, men che meno negli ultimi tempi. Ci si annoia in casa, e spesso per passare il tempo si cucina e si mangia. Beato chi lo può fare senza sensi di colpa e senza la paura di ritrovarsi diversi chili in più sul sedere a fine quarantena. Io che a dieta ci sono, mi sono dovuta destreggiare tra la necessità di reperire gli alimenti che mi occorrono e la difficoltà di non cedere nel lungo tempo che passo in casa. Non è difficilissimo; seguo una dieta chetogenica che prevede la sospensione totale per un certo periodo di tutti gli alimenti che contengono carboidrati. Mi trovo bene e i risultati non mancano, ma ogni tanto la voglia di dolce dopo pranzo o cena si fa sentire. Mi sono inventata questa ricetta partendo da dei tartufi al cocco che avevo preparato tempo fa e che si prestavano ad essere rimodellati secondo questo stile alimentare. Con queste dosi si ottengono circa 25 tartufini che bastano per tutta la famiglia, perchè credetemi non ne mangerete...

Torta di ricotta ( gluten free e senza burro)

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Strano ma vero, per una volta che a Pasquetta c’è bel tempo siamo tutti chiusi in casa. E il mio fidanzato, che notoriamente non ama queste ricorrenze, fa la ola da casa sua, ben contento di non essere trascinato in qualche agriturismo per pranzo dove quasi sicuramente avremo mangiato meno bene del normale spendendo il doppio. E vabbè... passerà anche questa... Intanto ridendo e scherzando non vedo il mio fidanzato da più di un mese, visto che viviamo in due comuni diversi, ma pazienza... intanto è lui che non può mangiare questa torta di ricotta. Veloce da preparare, umida, saporita e dal risultato sempre garantito. L’ho preparata convinta che durasse un paio di giorni e invece in poco meno di ventiquattro ore è finita. Le dosi che vi darò sono per una tortiera da circa 22 cm di diametro che ci faranno ottenere delle fette alte poco più di un cm; se la volete più alta raddoppiate tutte le dosi senza problemi, non essendoci lievito non si corre il rischio che la torta tracimi. ...

Tiramisù

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Inutile dirlo, è il dolce italiano più famoso nel mondo. E probabilmente anche quello più riprodotto nelle case italiane. Ha una storia estremamente interessante che vi consiglio di andare a leggere direttamente sul sito dell' Accademia del tiramisù perchè io non riuscirei a raccontarvela con la stessa bravura.  Gli ingredienti sono pochi: caffè, savoiardi, mascarpone, zucchero e uova, e proprio per il fatto che non c'è cottura usate solo ingredienti di buona qualità, soprattutto il caffè. Un pessimo caffè potrebbe rovinare tutto e alterare il gusto finale del dolce, sarebbe un vero peccato! La ricetta tradizionale prevede l'utilizzo dei soli tuorli, ma io utilizzo anche gli albumi montati a neve perchè preferisco una crema più morbida e leggera.  Come potete vedere dalla foto ogni volta che posso evito di preparare questo dolce in teglia, onestamente lo trovo poco elegante, ma spesso si devono fare i conti con numerosi invitati, ragi...