marmellata di arance e limoni

Non so dove vivete voi, ma qui in Sardegna in ogni casa con un cortile che si rispetti ci sono tre cose: un albero di limoni, piante di calle e di rose. Un gran classico. E casa mia non fa eccezione. Ho un albero di limoni enorme e limoni a sufficienza per qualunque tipo di preparazione; così metto il limone nel tè, lo grattugio nei dolci, ci faccio le scaloppine, ecc ma per quanti ne usi ce ne sono ancora molti da sfruttare prima che arrivi la primavera e si rovinino. Qualche giorno fa ho preparato il limoncello, e visto che mi erano rimasti parecchi frutti orfani della propria buccia oggi ho deciso di fare una marmellata.

Chiariamo subito una cosa: se vi piacciono le marmellate dolcissime, questa non fa per voi. A me piacciono i sapori asprigni e decisi, che possano contrastare non solo con fette biscottate e pane, ma anche in preparazioni più complesse come frolle e muffin. 

Normalmente non ne preparo mai troppa, giusto uno o due vasetti da mangiare in breve tempo, ma che comunque necessitano di vasetti sterilizzati bene che permettono una volta fatto il sottovuoto di conservare le nostre marmellate o confetture per qualche mese senza troppi pensieri.

Unica accortezza indispensabile per la riuscita perfetta è la scelta di frutti non trattati.


 

 

INGREDIENTI PER UN VASETTO DA 200 g

  • 500 g di limoni già pelati a vivo, privati dei semi e tagliati in pezzi non troppo piccoli,
  • 1 arancia intera ben lavata e tagliata a dadini (usate arance succose e con la buccia sottile)
  • 300 g di zucchero semolato
  • 150 ml d'acqua.

Il procedimento è semplicissimo: prendiamo tutto e buttiamolo in un tegame dai bordi bassi e il fondo spesso, possibilmente in acciaio, ma sarebbe ancor meglio se di rame. Cuociamo a fiamma moderata fino a quando a quando il cucchiaio non rimane velato.

A questo punto basta uniformare il tutto frullando per pochi secondi col mixer a immersione, in modo che si senta la scorza e la marmellata non risulti troppo liscia.

Versiamo il composto ancora bollente nel vasetto sterilizzato, chiudiamo stringendo bene il tappo e capovolgiamo per creare il sottovuoto lasciando raffreddare in questa posizione.

 

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