Minestra di gambi di asparago


 Se dopo una giornata di pioggia il sole splende, bè è il momento giusto per andare alla ricerca degli asparagi selvatici. Che poi qui in Sardegna sono GLI ASPARAGI  e basta, visto che da noi quelli grossi molto comuni al nord Italia qui si trovano poco, se non congelati, e comunque piacciono poco. Probabilmente per quel gusto un po' blando che non ci soddisfa totalmente. E poi volete mettere la sfida di andare a passeggiare in campagna col solo rumore della natura? Non si pensa a nulla, solo a quanti asparagi si riusciranno a trovare e a cosa prepareremo una volta rientrati. 
Certo non è semplicissimo trovarli, bisogna conoscere le zone giusto e riconoscere le piantine sotto cui crescono, solitamente lungo i muretti di cinta dei terreni agricoli che normalmente dalle mie parti sono creati ammucchiando proprio ai lati della proprietà le pietre che si trovano arando la terra e che di fatto non servono a nulla.





La pianta madre è abbastanza riconoscibile grazie al fatto che ha molti rametti spinosi, ma rovesciando di lato la pianta con il piede se siamo fortunati potremo scoprire un piccolo tesoro.




Una volta rientrati si possono preparare migliaia di piatti, ma se non amate il gusto amaro potete sbollentarli per 2 minuti, giusto per mitigare il sapore. Io normalmente li lascio al naturale è li uso per preparare le classiche uova al tegamino o un risotto, ma in questi casi servono le punte. 

E i gambi? Non sono certo da buttare. Si possono riciclare per fare una minestra leggera leggera.


Basta far bollire i gambi bel lavati in una pentola con acqua quanto basta a coprirli per circa 2-3 cm per circa 30-40 minuti. Il brodino si deve ridurre di circa 1/3. Poi si passano i gambi con un colino sopra la pentola stessa del brodo per far passare la polpa e trattenere la parte legnosa del fusto. Ora basta riportare a bollore, aggiustare di sale e per chi lo gradisse del pepe e far cuocere la il formato di minestrina che si preferisce. Ultimo tocco, per chi lo desidera, 3 cucchiaini di fiocchi di latte o ricotta fresca.



Commenti

  1. ciao, mi ispira proprio questa ricetta, adoro gli asparagi
    a presto

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  2. Ciao Roberta, quante cosette ho da dirti oggi :)
    Concordo con te che andar per erbette & co. ti regala sensazioni e soddisfazioni uniche. Purtroppo almeno da me l'usanza di raccogliere le erbe selvatiche si sta perdendo e di riflesso anche la conoscenza delle stesse, questo è un vero peccato!
    Io abito vicino Bassano e purtroppo non ho mai mangiato gli asparagi selvatici ma ti posso assicurare che se avrai modo di provare quelli freschi, grossi e bianchi di Bassano, beh ... allora sul loro gusto dovrai ricrederti, hanno un sapore intenso, armonioso e al contempo delicato, sono unici! ;) Barattiamo? ;)
    A presto cara!
    Valentina

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  3. Che delizia, da me gli asparagi non si trovano...che voglia mi fai venire!

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  4. Cara Valentina come contraddirti? L'unica volta che ho mangiato gli asparagi bianchi è stato anni fa perchè regalatomi da una persona che per lavoro viaggiava molto. Tu pensa che invece gli asparagi verdi li ricollego con estremo piacere alla mia prima vacanza in Veneto dalla mia migliore amica, che bontà mangiarli bolliti solo con olio e sale. Potessi averne un chiletto me li divorerei proprio così. Se durassero qualche giorno te ne spedirei volentieri, sentiresti che saporino anche i nostri!

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